Focus Stand Portatili

Focus Stand Portatili

Post #1 “Stand Portatili: a trick for dummies”


Cominciamo dalle cose più semplici.

(Posto che di cose complicate qui ve ne siano). Partiamo proprio da quello che “trovereste dentro al pacchetto” semmai un giorno decidereste di acquistare qui o altrove uno Stand Portatile.


Prima occorre chiarire una cosa:

Uno Stand Portatile non è un surrogato di stand, uno stand a metà, uno stand in potenza, ma è uno Stand vero e proprio. Insomma, una volta montato in fiera non lo distinguerete da uno stand tradizionale.


Perché si chiama “Stand portatile” ?

Perché te lo porti via con te, non hai bisogno che qualcuno te lo trasporti, te lo spedisca , se lo carichi in camion, te lo monti, perché semplicemente lo stand viaggia con te, verso la tua stessa meta. E soprattutto te lo monti da solo.


Ma tutti gli stand sono portatili !

Certo ! Tutti gli stand per un certo verso sono portatili ! Nel senso che a destinazione ci arrivano smontati, mica montati. Quindi la vera differenza sta nel “come” vengono montati. Cioè se il loro montaggio è davvero alla portata di tutti. Quindi uno Stand Portatile deve essere innanzi tutto “facile”: facile e veloce da montare.


Alpinisti e Professionisti

Tutto è relativo: ciò che è facile per un alpinista professionista può essere impossibile per un sedentario professionista, come me. In questi casi per non sbagliare occorre partire dal più basso grado di competenza (“for dummies” direbbero gli americani, in pratica … “per imbranati”, in italiano).


Una domanda per te:

Qual è per definizione un prodotto facile da montare ? Facile è una cosa che si monta con le proprie sole mani, cioè senza attrezzi ! Sei d’accordo ? Lo chiamano montaggio tools-free, è una specie “sfida a mani nude” tra l’uomo (o la donna) ed il prodotto da montare!

Per riassumere la questione:


Possiamo dire che un vero Stand Portatile deve essere:

Smontabile e leggero, perché deve viaggiare con me.

Alla portata di tutti, perché non devo chiedere l’aiuto di professionisti.

Tools-free: perché lo devo poter montare con le mie mani, senza l’uso di attrezzi


Se ti interessa approfondire, leggi i post che seguono, oppure fammi una domanda.





Post #2 “Ma oggi ha ancora senso lo Stand in Fiera?”


Nella mia vita non ho sempre lavorato in questo settore.

Mi sono occupato di marketing e vendite in mercati molto differenti: metalmeccanica, condizionamento, arredo negozi, rivestimenti per l’edilizia. Ovunque mi trovassi tuttavia ho sempre considerato la partecipazione alle fiere una cosa molto importante.


La fiera mi ha sempre dato molto.

Soprattutto in termini di “occasioni inattese”, ossia quel tipo di opportunità commerciali che nessuna strategia, per quanto ben congeniata, ti può assicurare. In un certo qual modo dunque la fiera ha sempre rappresentato per me il luogo in cui l’imponderabile dispiega appieno le sue forze.


Posso dire che ho una certa esperienza nel settore.

Ho potuto incontrare clienti importanti dentro a stand faraonici, dove si mangiavano tartine di salmone e Franciacorta Rosè e condurre invece trattative accaldate in bugigattoli di pochi metri quadrati, poco più decorosi di una cantina allagata.


C’è Stand e Stand …

Naturalmente c’è differenza tra uno spazio fieristico extra lusso e tre pareti di legno pitturato con dei poster appesi. Ma la novità sta nel fatto che la differenza non è poi così drammatica. Molto dipende dal profilo del visitatore che incontrerete ma molto dipende invece da voi, dallo scopo per cui avete partecipato alla fiera.


Andiamo con ordine.

Si dice che l’efficacia di uno strumento dipende dal contesto entro cui esso viene utilizzato. E’ inutile presentarsi ad una festa di paese con un vestito da sera, come altrettanto fuori luogo sarebbe presentarsi alla stessa festa sciatti e trascurati. Esiste da sempre il “giusto abito” per ogni occasione.


Il “giusto abito”

Lo stesso metro del “giusto abito” occorre adoperare anche per le fiere. Se il vostro unico scopo è di impressionare uno sceicco arabo, vostro cliente da tempo, sarà efficace predisporre uno spazio sfarzoso, spumeggiante, indimenticabile. Ma se invece l’obiettivo fosse quello di raccogliere nuove opportunità di business, non consiglierei i fuochi di artificio ma piuttosto un sobrio, comunicativo e ben organizzato Stand Portatile.


Il “Trade-Off”

Uno Stand che rappresenti il giusto mezzo tra una immagine efficace ed un costo ragionevole, uno Stand che possa comunicare trasversalmente a tutti i tipi di potenziali clienti.


Se vi interessa conoscere i nostri studi sul tempo medio di ammortamento di uno Stand Fieristico Portatile, leggete questo post.





Post #3 “Non chiederti se uno Stand Portatile è giusto per te ma se tu sei giusto per uno Stand Portatile”

Mezzogiorno di fuoco

Vi è mai capitato di trovarvi a mezzogiorno con una certa fame, nel viale centralissimo di una città sconosciuta ? Davanti a voi avrete parecchie alternative: il locale di lusso, il sudicio fast-food, la pizzeria, la piadineria, il Mcdonald's, eccetera. Cosa sceglierete ? La risposta corretta in termini di marketing è: sceglierò in funzione del “profilo di spesa” cui appartengo.


Per farla breve

Ma cercando di essere più pratici: secondo voi quanti di quelli che stanno camminando accanto a voi sotto il sole a picco di mezzogiorno, su un viale di una citta sconosciuta, hanno i soldi che gli traboccano dal portafoglio ? Oppure non è più verosimile l’ipotesi che quelli con questo tipo di “profilo di spesa” non siano già seduti altrove, al fresco nella terrazza del miglior ristorante della città?


Piccola Storia piccolo insegnamento

Cosa sto cercando di spiegarti con questo esempio strampalato ? Che se nel 2013 siete ancora convinti che i clienti più interessanti siano quelli più grossi, e che questi vengano in fiera proprio per farsi abbindolare dalle luci e dai lustrini del vostro stand, ho due cose da dirvi:

a) siete dei brontosauri fermi alla preistoria

b) siete caduti sicuramente nel sito web sbagliato





Post #4 “Quanti contatti hai fatto nella tua ultima fiera?”


Io credo fermamente

… che una moderna strategia commerciale debba essere un giusto mix di immagine, sostanza, ma soprattutto realismo. Realismo per comprendere qual è il proprio vero posizionamento sul mercato, la propria forza, senza ambire a posizioni che non ci sono proprie e che non potremo dunque a lungo mantenere.


Occorre ottimizzare gli investimenti

… e dedicare ad ogni canale promozionale il giusto budget in funzione dei risultati che da questo ragionevolmente si possono ottenere.


Che fine hanno fatto le fiere ?

Se le fiere sono passate dal 2002 quando erano lo strumento principe della generazione di contatti con il 45% del totale, al 2012 dove si contendono la torta con Web (30%) ed i canali Social (25%), pur mantenendo una quota del 35% (fonte Report Hub Spot 2012) occorre cambiare qualcosa.


Cosa vuol dire?

Che bisogna smetterla con le fiere ? Sciocchezze ! Chi taglierebbe mai la testa alla gallina dalle uova d’oro solo perché il pollaio si è allargato ? Occorre invece razionalizzare l’investimento, leggendo con obiettività la realtà e allocando su questo canale le giuste risorse.


Una domanda una risposta

Su questi ragionamenti noi abbiamo studiato i nostri Stand Portatili. Perché li riteniamo una soluzione coerente con gli sviluppi del mercato fieristico attuale. Noi consideriamo uno Stand Modulare uno strumento di lavoro per aziende che credono nelle fiere come un irrinunciabile canale di promozione, ma che deve passare da status-symbol a vero e proprio strumento di marketing.


Se ti interessa approfondire, leggi i post che seguono, oppure scrivimi una mail.


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